venerdì 5 aprile 2013

Un fratello chiamato animale


dal blog di Valdo Vaccaro


"MASSIMA VILTA' E' APPROFITTARE DEL PIU' DEBOLE

Il genere umano ha una prerogativa, una caratteristica che lo contraddistingue. Si arroga il diritto di usare ogni essere che decreta inferiore a suo piacimento. L'ha fatto anche con i propri simili. I nostri poveri fratelli animali vengono usati come cibo, per divertimento, per vestirsi, per compagnia. Torturati, usati, schiavizzati dagli albori dei tempi. L'unica colpa che hanno è quella di essere sulla terra insieme a noi. L'uomo ha scelto bene gli animali di cui servirsi, i più miti, i più docili, i più inoffensivi.

SONO PERSONE SENZIENTI E NON COSE

Quando parlo con chi considera i nostri fratelli animali cose anziché persone, per quanto lo trovi assurdo, devo sottolineare che anche loro sono intelligenti, che provano emozioni. E se anche così non fosse? E se non fossero abbastanza intelligenti, abbastanza emotivi, sarebbe comunque logico ciò che il genere umano gli sta infliggendo?Quante persone ci sono con un ritardo mentale, apparentemente anaffettivi, sarebbe logico che avessero la medesima sorte?

NON SERVONO TANTE CHIACCHIERE. BASTA ENTRARE ALL'ORTOFRUTTA ANZICHE' IN MACELLERIA

Con ciò non voglio condannare o demonizzare chi non è vegano. Fino a qualche anno fa anche io non prendevo in considerazione tutte queste cose. Anche io sono stata vittima di questa cultura alimentare nazista, fino a che un giorno ho deciso di smettere di essere complice di tutto questo orrore. L'ho fatto da sola, senza che nessuno mi dicesse nulla. Ho fatto il salto vegan immediatamente, giusto una settimana da vegetariana.

NESSUNA CLEMENZA PER CHI SA E TACE

Non riesco ad essere clemente però con chi viene a conoscenza della verità e non fa nulla per un cambiamento di rotta. Non c'è alcuna giustificazione se non l'egoismo spinto ai massimi livelli. Una delle diverse obiezioni sollevate dalla gente è "ma a me la carne piace" e io, regolarmente rispondo "anche al pedofilo piace stuprare i bambini". So che è una risposta forte, ma credo renda l'idea.
Barbara"

Paolo il falso

tratto da: "La vita di Gesù in India - La sua vita sconosciuta prima e dopo la crocifissione" di Holger Kersten


I primi documenti che riguardano Gesù sono gli scritti di Paolo.
Paolo proveniva da una famiglia di stretta osservanza ebraica, ed aveva acquisito la cittadinanza romana attraverso suo padre, che aveva pagato una notevole somma per averla. Questo gli permise di cambiare il suo nome originale ebraico, Saul, in Paulus.
Appartenendo alla classe  patrizia, fu allevato nella stretta tradizione farisaica.


All'età di circa diciotto o vent'anni, (dopo la crocifissione di Gesù), andò a Gerusalemme e si dedicò ad intensi studi teologici. Divenne poi un fanatico zelota, intransigente, di mentalità ristretta, di stretta osservanza alla legge, ed uno dei più ferventi opposotori delle prime sette cristiane, che vedeva come ostacolo al suo avanzamento professionale.

Paolo arrivò persino a chiedere al sommo sacerdote un permesso speciale per perseguitare i seguaci di Cristo oltre i confini della città i Gerusalemme......Poi, presso Damasco fu improvvisamente sopraffatto dalla potente aura di Gesù: egli diventò ossessionato dall'idea che avrebbe potuto ricoprire il ruolo di guida spirituale di un gigantesco movimento futuro.

Ciò che viene oggi chiamato Cristianesimo è in gran parte l'insegnamento dei precetti artificilamente creati a Paolo, e si dovrebbe più chiaramente chiamare Paolinesimo,.......in cui è stato sostituito il Vangelo di Cristo con uno che parla di cristo.

Il Paolinesimo corrisponde all'errata interpretazione e alla falsificazione dei veri insegnamenti di  Cristo.......Riportando fermamente la speranza di salvezza alla morte espiatoria del primogenito di Dio, Paolo ha in realtà fatto un passo indietro verso la primitiva religione semitica dei tempi preistorici, quando ogni padre era costretto a dare il suo primogenito in un sanguinario sacrificio.

Paolo ha anche preparato la strada alle successive dottrine ecclesiastiche del peccato originale e della Trinità divina......

....Paolo, l'intransigente zelota, decisamente diverso dagli apostoli originari, ha scavato il vero abisso fra i veri-credenti e non-credenti.
Paolo ha posto ben poca enfasi suelle vere parole e sugli insegnamenti di Gesù,ma si è preoccupato soprattutto dei suoi personali insegnamenti.
Egli ha messo Gesù su un piedistallo e ha costruito una figura di Cristo che Gesù non ha mai voluto essere.


Ciò che Albert Schweitzer scrisse nel 1913 è oggi più valido che mai:  << Il cristianesimo moderno deve essere sempre pronto a confrontarsi con la possobilità che la figura storica di Gesù possa venire svelata in ogni momento >>.

E Rudolf Bultmann disse: << Non resterei sorpreso neppure se si trovassero le ossa di Gesù! >>



 

L'iniziato

tratto da: "Il viaggio dell'iniziazione" di Christian Jacques






L'anima dell'iniziazione, così, così fragile in apparenza,...... contiene in realtà una forza che la rende indistruttibile. Nessuno potrà mai uccidere l'iniziazione.....

......Viene in giorno in cui i fantasmi sono troppo opprimenti ed egli non è più capace di trasformazione, poichè ha trascurato i simboli, e finisce per fuggire da se stesso. Non sente più la minima comunione con l'universo e con gli altri. Per evitare l'insoppportabile tensione nata dal suo vuoto interiore, decide di eliminare lo strumento più prezioso che ci sia, la propria conoscenza....

......Crede sia possibile distruggere la particella divina che gli poneva troppe domande insolubili.......

......L'oro degli iniziati non è il metallo dei mercanti. E' il corpo della luce, lo splendore della vita, il simbolo dell'eterno.

.....Gli Egizi dicevano che l'oro è la carne degli dèi. Era l'oro ad illuminare il santuario segreto dei templi, il Sancta Sanctorum. Risplendere e mettere al mondo sono una sola e unica parola nella lingua geroglifica......

....Bisogna entrare nella dimora d'oro, ma senza possedimenti. Là dove brilla l'oro delle statue è il luogo in cui l'uomo si spoglia dei suoi falsi valori per trovare la vera ricchezza.....

.....Ogni tempio egizio possedeva una Dimora d'Oro, dove si creavano le statue. Finché non ricevevano la luce, erano solo materia.....

....Questi costruttori hanno pronunciato parole di verità. Sappi che sono i nostri padri.....

.....L'oro è rimasto il simbolo dei tesori spirituali, poichè gli antichi Maestri erano paragonati a montagne d'oro che illuminano la terra......

....Il paradiso è ancora quaggiù.  Ma l'uomo è lontano, finché non si rigenera presentandosi al cospetto dell'Oro ei saggi. La Genesi ci insegna che l'Uomo, non l'indiviuo, fu creato a immagine e somiglianza di Dio e che fu creato dalla polvere. E polvere ritornerà, certo. Ma dopo l'iniziazione, sarà una polvere d'oro. L'uomo profano, colui che non è ancora realmente nato, passa dalla polvere materiale all'oro volgare. Pesanti palpebre chiudono il suo sguardo......

....Il diavolo è affrettarsi,il viaggio iniziatico è lungo. Il fattore tempo non va considerato. Colui che hatroppa fretta non sopporta di vivere lontano da una certezza, da qualcosa di sicuro a cui potersi aggrappare in ogni circostanza....

....L'anima che si guarda nello specchio alchemico scopre le sue imperfezioni. E' questo sguardo coraggioso a purificarla......

....Se rimani fedele a te stesso non sarai mai un vile. Integro a qualunque costo, e ti costerà molto in un mondo in cui la viltà e l'inganno sono elevati al rango di valori rispettabili......





Le immagini sono tratte da:
http://www.promiseland.it/2010/09/11/mistici-santi-e-animali/

Illusione di una borghese

tratto da:  "L'indifferente" di Marcel Proust




Le restava però una speranza: che Lepré avesse mentito, che la sua indifferenza fosse simulata. Sapeva dall'opinione unanime di tutti di essere una delle più belle donne di Parigi, e sapeva che la sua reputazione d'intelligenza, di spirito, di eleganza, la sua posizione nel gran mondo aggiungevano prestigio alla sua bellezza; Lepré d'altro canto era considerato un uomo intelligente, un talento artistico, assai gentile e bravo figliolo; ma era poco ricercato, non aveva mai avuto successi femminili; l'attenzione che Madeleine gli prestava doveva sembrargli qualche cosa di inverosimile e d'insperato. Ella si stupiva e sperava.......


"Lepré è un giovane simpatico, ma ha un vizio. Ama le donne ignobili che si racattano nel fango, le ama alla follia; a volte passa le notti nei sobborghi o sui boulevards periferici a rischio i farsi ammazzare una volta o l'altra; e non solo ama quelle donne alla follia ma ama soltanto loro. La più affascinante signora della buona  società, la più ideale delle fanciulle, gli sono assolutamente indifferenti. Non riesce neppure a prestare loro attenzione. I suoi piaceri, le loro preoccupazioni, la sua vita sono altrove." 



L'immagine è tratta da "Google Immagini"

Ipazia, astro incontaminato


Tratto da: "Antica luce femminile di sapienza: Ipazia"  di Adriano
Petta






"Qualunque religione, qualunque dogma, è un freno alla libera
ricerca, e può rappresentare una gabbia che non permette d'indagare
liberamente sulle origini della vita e sul destino dell'uomo".



"Se mi faccio comprare, non sono più libera. E non
potrò più studiare. È così che funziona una mente libera: anch'essa

ha le sue regole."



Ipazia ci ha insegnato la via della ragione, la via dell'esperienza
personale non mediata da altri, la ricerca continua della verità
sulla nostra vita, verità che racchiude il nostro corpo, la mente,
l'universo, l'intelligibile come direbbero gli antichi filosofi, la
metafisica che vuol dire il raggiungimento di un principio supremo
non creatore, ma che è e che si evolve insieme a noi. E' la via a cui
ha diritto ogni essere umano.




L'immagine è tratta da:
- http://biografieonline.it/biografia.htm?BioID=2263&biografia=Ipazia+di+Alessandria

venerdì 29 marzo 2013

Un regalo imbarazzante per Marie

tratto da: "Quoi? L'eternité" di Marguerite Yourcenar





Un bel giorno ritorna con un regalo per Marie: una scatola di forma allungata legata con un nastro bianco. Come tutte le donne Marie ama l'abbigliamento....spera vagamente in una di quelle bluse accollate e finemente pieghettate che erano uno dei lussi dell'epoca. Ma la carta velina sollevata scopre una stoffa di un rosa puro e lucido, dai toni dolcemente smorzati, sui quali risaltano degli scuri rami di susino.......è un kimono di seta........Marie contempla con meraviglia.....Paul le spiega che a Parigi questo è diventato un négligé alla moda, ma la giovane donna arrossisce violentemente,come se l'avessero presa a schiaffi e singhiozza:

-Mi prendi per una di quelle!

E' stata allevata da sua madre secondo i principi della decenza borghese, che prescrivono che una donna per bene si vesta di tutto punto già di buon mattino, con un corretto abito di lana o di taffettà stretto al collo o ai polsi, o tutt'alpiù, secondo la moda del tempo, con una gonna o una blusa severa, e si protegga con un grembiule se per caso deve occuparsi lei stessa dei bambini. Tutto questo è sostituito, nelle sere in cui "si esce", dall'abito da sera scollato come vuole la moda, o da quello più semplice da pranzo, preferibilmente scuro. Per la notte ci si veste in flanella bianca o in batista ma non è permesso nessun négligé. Il kimono evoca per Marie le sedie a sdraio e i salottini delle donne perdute.......Marie ignora che quelle asiatiche che lei immagina scostumate perchè non sono cristiane, spose oneste o abili geishe, hanno dei puodri simili ai suoi  e rifuggono dal far l'amore senza vestiti. Il kimono viene accuratamente ripiegato nella sua scatola e messo in cima all'armadio. Forse c'è ancora.



L'immagine è tratta da "Google Immagini"

L'avarizia del borghese Paul

tratto da: "Quoi? L'eternité" di Marguerite Yourcenar






La sua avarizia fa ridere il villaggio......Si dice addirittura che conservi le vecchie scatole di caramelle di ottime confetterie parigine e le riempia a poco a poco di cioccolatini divenuti biancastri o intaccati da qualcuno che li ha morsi senza mangiarli. I più burloni assicurano perfino che vi ripone le mandorle di confetti succhiati.


Questo sarebbe il suo contributo al Natale dei poveri.........I caloriferi.....sono sempre accesi un pò troppo tardi e spenti un pò troppo presto........anche per non sprecare quel dono di Dio che è il cibo, che all'ultimo momento decide di prendere dal piatto di Marie o dei bambini l'uovo o il dolce che non hanno toccato.........


Se riceve una busta dalla cui intestazione o scrittura intuisce che proviene dal notaio che fa fruttare i suoi capitali, o a un parente il cui stato di salute lo preoccupa, si impone di infilarsela in tasca per aprirla soltanto l'indomani. Nessuna concezione all'impazienza, alla curiosità o al desiderio.



L'immagine è tratta da:
http://www.resegoneonline.it/articoli/In-scena-a-Calolziocorte-L-avaro-di-Moli-re/